L’economia di un clan

Nel 2008 la Libia riprese a fare affari con gli Stati Uniti, dopo che Muammar Gheddafi aveva riconosciuto la sua responsabilità nella strage di Lockerbie e aveva acconsentito a pagare un risarcimento da un miliardo e mezzo di dollari alle vittime. Il mondo occidentale, democratico e capitalista ha dovuto quindi fare i conti con un’economia basata sui clan, dove prevale il clan che sta al potere e che tutto gestisce, stipula i contratti e fa sì che i contratti siano rispettati, anche con qualche minaccia.
17 AGO 20
Immagine di L’economia di un clan
Quarant’anni prima di quel documento, Catherine Coquery-Vidrovitch aveva scritto un famoso saggio – “Recherches sur un Mode de production africain” – in cui aveva introdotto il concetto di “modo di produzione africano”. Una quinta variante aggiuntiva rispetto ai tre “modi di produzione” schiavista, feudale e capitalista che secondo Marx si erano succeduti in occidente, e rispetto a quel quarto “modo di produzione asiatico” che pure Marx aveva intravisto: basato sul monopolio dei mezzi di produzione da parte del sovrano e nella reinterpretazione di Wittfogel allargato fino a comprendere il sistema sovietico. Nel “modo di produzione africano” il sovrano non controlla i mezzi di produzione, ma si impadronisce della ricchezza attraverso la razzia, o il controllo e/o taglieggiamento del commercio con l’estero. Questa categoria è dunque abbastanza flessibile da includervi i sovrani e capi tribù precoloniali; i governatori e residenti coloniali; gli stati post coloniali; e i signori della guerra emersi da quelle guerre civili in cui ogni tanto questi stati africani post coloniali si dissolvono. Come è accaduto in Somalia o in Congo, come sta accadendo in Costa d’Avorio, e come sta per accadere anche in Libia.
I diplomatici e gli operatori economici, alla presenza di situazioni dove la società civile è assorbita dal clan e lo stato è strumento di razzia da parte del clan più forte, senza troppo teorizzarci sopra come fanno gli storici, recepiscono e si adeguano. Altrimenti se ne vanno. Come la società di comunicazioni esclusa dalla Libia perché non ha voluto prendere come partner locale il primogenito di Gheddafi, Mohammed. Come la Coca-Cola bloccata per mesi a causa di un litigio tra Mohammed e il fratello Mutassim. Come Occidental Petroleum e PetroCanada che hanno pagato ognuna una tangente di un miliardo di dollari.